10/02/2010
Viola, Violino, Violoncello (Commento ad Italiani in campo)


Viola, Violino, Violoncello

commento ad Italiani in campo del 10/2/10



A Dubai mancava il contrabbasso, ma visto che non amo il jazz il concerto di Metronimic, Dodo e Chicco me lo sono goduto in lungo ed in largo.

Gli abbinamenti strumenti/nomi sono di comodo anche se qualche affinità potrebbe anche calzare.

La viola canta con velata dolcezza, ma non molti compositori le hanno dedicato concerti per lei sola; e questo potrebbe identificarsi in Matteo (31°) che non è ancora solista (leggi pro) .

Il violino è lo strumento ad archi con la voce più acuta e con un timbro vibrante e trasparente espresso dalle varie tecniche con cui viene suonato; e questo potrebbe identificarsi in Dodo (4°) che pur non avendo raggiunto i livello di Ojstrach merita uno scroscio di applausi.

Il violoncello dal timbro caldo e pastoso esprime la maggior cantabilità e docilità espressiva; e questo potrebbe identificarsi in Chicco (28°) che impegnato in un concerto poco conosciuto (quello incompiuto di Dvorak), ha poi chiuso il quarto tempo con quello celebre in Si minore raggiungendo livelli da Rostropovich.

Settimana entusiasmante il cui commento non può certo ridursi ai paragoni musicali.

Dodo per la seconda settimana consecutiva finisce leader nei GIR, mentre, ovviamente, non primeggia nelle statistiche sui green dove, soprattutto nel primo giro, la pallina, probabilmente gelosa di una ben ritornata presenza femminile al seguito di Dodo, gli ha impedito il botto di un possibilissimo –7.

Ben diverso è stato il seguito della gara rispetto l'ormai lontano botto al primo giro del Celtic Manor 2008, tant'è che al sabato sera sentivo ...tanto arrosto e poco fumo. M'ero sbilanciato nel darlo secondo (terzo) dietro a Jimenez e Westwood azzeccando il loro play-off e pure l'esito, e l'essermi sbagliato però mi consente ancora di soprassedere nell'iscrivermi al club dei ...rinco!

Il quarto posto ed il conseguente rientro nei top 50 gli avvicina l'obbiettivo Doral, ma per raggiungerlo non gli occorrerà un Guarneri o uno Stradivari, ma solo il vecchio slogan del confetto Falqui: Basta la (sua) parola (voglia)!

Chicco, non ha letto dei post "ansiolitico" di golfitaly, e quindi s'è perso il farci sopra una bella risata. Serrare quel bullone della traversina all'apice del backswing allentatosi di un nonnulla era facile; da qui il gran recupero nel quarto giro che al totalizzatore poteva essere dato poco sopra la pari.

Lasciamolo concertare che dai Casals e Rostropovich non ha poi così tanto da imparare ancora.

Metronomic al rientro ha trovato una pagella uguale allo score: nessun debito perchè tali non sono i quattro bogey delle seconde nove. La sua condotta di gara indica la quantità e qualità del suo bagaglio che senza bisogno di smargiassare con i set di valigie griffati, ricorda i vecchi ed indistruttibili bauli che viaggiano sull'Orient Express.

Al secondo appuntamento si sono visti parecchi effetti dell'esperienza maturata ad Abu Dhabi (primo fra tutti il non considerare il taglio un target) e l'appuntamento datogli da Tom Watson per le ore 12 di lunedi 5 aprile credo sia la ciliegina di questa trasferta superpositiva dove papà Roberto si è poi solo e giustamente divertito.


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