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10/12/2009 2009 I Medalisti
2009 I Medalisti
Trattasi di 30 giocatori in cat.da 1 a 9 non finiti l'anno scorso nei top 60. I posti disponibili fino al 115° sono 55; quest'anno a causa di 3 affiliated attratti dalla Race e da un ritorno di past member (Stephen Ames e Tim Clark) la carta ha chiuso al 120° posto, ma questo non cambia la disponibilità dei 55 posto.
Ad inizio anno il totale dei cat.1-9 erano 151. Quasi una dozzina si autoeliminano per non raggiungimento del quorum, mentre tra "soliti noti e notissimi" ed "emergenti" ne abbiamo incontrati incontrati una cinquantina.
Se ne deduce che mantenersi la carta non è ordinaria amministrazione nemmeno per questi full member anche se una buona parte di essi godono di esenzioni che consentono loro una stagione sbagliata.
Tra i 30 medalisti ci sono ben 6 tournament winner nell'anno tra i quali sprizza gioia da tutti i pori Michael Jonzon (69°/2009-104°/2008) che erano dieci anni che non finiva più a due cifre, quando poi le tre lo obbligavano alla QS fallendone quasi sempre l'obbiettivo.
A Castellon Michael Jonzon ha subito una rimonta imprevista da parte di Martin Kaymer il cui sifone imbucato alla 17 aveva tutti i connotati del colpo di grazia. Ed invece lo svedesone, che nel '97 era già stato tournament winner, alla 18 ha avuto la forza di infilare da sei metri pur vedendo l'avversario in asta dopo un secondo di gran classe.
Tra i 30 medalisti c'erano ben 23 tournament winner in scadenza; parecchi non si sono mai avvicinati alla canna del gas; alcuni invece accostatovi da subito hanno pure capito che non ci sarebbe stata possibilità di salvezza (leggi Ariel Canete e Per Ulrik Johansson) a causa d'infortunio tanto da vedersi riconosciuta la medical extension ( e leggi Mads Vibe-Hastrup, che ancora oggi mi domando come possa essere mai stato tw ed Anton Haig che incontreremo tra gli Speranzosi).
Quelli che la canna del gas se la sono staccata solo alla fine sono stati Chapchai Nirat (116°/2009-136°/2008) a Hong Kong che era l'ultima gara. Non lo consco minimamente, ma credo che, sebbene il colpo di reni deponga a suo favore, non si sia di fronte ad un giocatore particolarmente interessante.
L'altro della zona Cesarini è stato Pablo (Martin 118°/2009- 182°/2008) tra Madrid, Portogallo dove si è autoflagellato ancora all'ultimo giro (77) quando sembrava finito l'incubo; poi tra Castellon, Singapore (mc!!) e Hong Kong è riusicto a raccimolare le ultime indispensabili migliaia di euri. L'anno prossimo però sono sicuro che per Pablo, che è cmq ancora supergiovane (classe'86) sarà veramente vita nuova e lo vedremo esprimersi come ...un grande di Spagna.
A mettersi a vento presto ci hanno pensato:
Daniel Vancsik (77°/2009-113°/2008) vincendosi l'Open d'Italia; un argentino polacco che ha fatto tanta gavetta, ma che ha qualcosa di buono dentro pur rimanendo nella fascia dei "minori" che però alle aste vengono richiestissimi.
Marc Warren (84°/2009 – 97°/2008) nelle due settimane successive Irish Open e Wentworth; nonostante Bob Torrance non sia più il suo coach perchè giudicatolo un "piangina", Marc (classe '81 ex walker cup player), a mio avviso, ha ancora molto da esprimere e la Scozia che non abbonda più di tante bandiere farà bene a sventolare la sua.
Anche Brett Rumford (99°/2009-x/2008 causa stagione fiasco in America) ha avuto come miglior performance l'Irish Open (8°), poi i quasi 250milaeurini vinti, li ha raccimolati in un anonimato costante nella prima parte dell'anno e saltuario nella seconda dove ne è uscito solo al Dunhill (19°). Credo che pur avendo vinto tre tornei in carriera tutto il suo meglio l'abbia già espresso.
Mikko (Ilonen, 92°/2009-91°/2008) ha invece dovuto penare fino al Madrid Masters; tanto per darne un'idea prima di quel suo 2° posto, era messo assai peggio del Muso. La settimana successiva in Portogallo ci abbiamo persino scherzato sopra sul suo esserla scampata. E' infase di miglioramento , rispetto ai primi anni di carriera, anche se quei due successi del 2007, e d in particolare quello allo Scandinavian Masters regalatogli da Kaymer, resteranno un marchio, ma non di fabbrica. In ogni caso facendo parte dei medalisti, fa parte di quelli che hanno scelto bene cosa fare da grande.
Il tournament winner che ha lasciato a bocca aperta tanti per la quasi inverosimilità della sua vittoria (European Open = 3 anni di esenzione) è stato Christian Cevaer (66°/2009-95°/2008): una vecchissima conoscenza risalente al '92 quando Cevaer mangiava la polvere da Massimo Scarpa all'Europeo Individuale a Le Querce. Ed anche se questo ricordo depone più a sfavore di Massimo che di Christian, questa sua vittoria su un campo tra i più lunghi è veramente uno dei misteri che questo gioco custodisce gelosissimamente per sè.
Di Rodney Pampling, quarantenne vittorioso nella sua Australia e new entry, nonchè di Antonhy Kang, un americano-orientale , visto di sfuggita a Crans, che grazie alla sua vittoria in Malesia ha poi scelto, anche se con pochi risultati buoni, il full time in Europa, non so dire proprio nulla e penso che mi troverò nella stessa condizione l'anno venturo, a differenza di loro che sicuramente si troveranno peggio poichè gli exploit sono l'opposto degli esami defilippiani: finiscono, eccome!
L'ultimo medalista tw 2009 è Ricardo (Gonzalez, 72°/2009-83°/2008); era parecchio che era a digiuno di vittorie, ma quest'anno a Barseback ha vinto mettendo a nudo tutto quell'estro istitintivo tipico degli argentini nati poveri e caddie. La sua uscita dal bunker della 17 imbucata e ed il secondo in asta alla 18 da dentro il bosco fanno parte dei colpi capolavoro che nessuno sa e può insegnare. Ha così festeggiato l'ingresso negli 'anta e ha quindi davanti a sè ancora dieci anni, nel corso dei quali spero di rivedermelo ancora tra i top 60, prima di andare a fare il funambolo nel Senior tour.
Kenneth Ferrie (119°/2009-x/2008 causa fiasco in America); la sua vittoria alla Smurfit 2005 (5 anni di esenzione) fa la pari di quella di Cevaer di quest'anno. Lo ricordo al British Boys che vinse nel '96 a Dunbar, ma già allora emisi pollice verso. L'anno prossimo la carta dovrà conquistarsela, ma già lo vedo alla QS.
Alastair (Forsyth 103°/2009-61°/2008) ; è la prima volta, dopo il 2001 quando fini fuori di uno dalla carta, che finisce in odm a 3 cifre; vecchia conoscenza da boys, ha sempre fatto vacillare la mia teoria anti faccia del bastone chiusa all'apice del backswing. Quest'anno ha solo incontrato una stagione negativa, ma la dimenticherà presto.
Spephen Dodd (62°/2009-245°/2008): è stato un "nessuno" per tutti gli anni 90; poi è stato un "qualcuno" tra il 2001 ed il 2006 regalando al Galles una World Cup; probabilmente ha subito lo choc degli 'anta (classe '66) poichè già nel 2007 aveva giocato male; quest'anno dopo Wentworth (4° e 29° in odm) si vedeva già a Dubai, ma poi, goccia dopo goccia, ne è scivolato fuori. Ha ancora un'esenzione fino al 2011, ma dopo lo vedo messo male a stare a galla in attesa del Senior Tour.
Da qui in poi raggruppo i medalisti secondo odm, mai stati tournament winner secondo odm, distinguendoli da chi ha cmq vinto qualcosa in carriera.
Rafa Echenique, classe'80 (78°/2009-90°/2008); già mi era poco simpatico perchè immotivatamente troppo "gasato" poi, quando al Golf National, dove non potevo sbagliarmi come feci con Larrazabal sul suo "sbroccare", al triplo della 15 ci aggiunse quello della 18, che tirò dentro tra i top ten Maybin e Willett in danno al Muso che al Loch Lomond rimase prima riserva, potete ben immaginare come lo giudichi ora!
Martin Erlandson, classe'74 (88°/2009-73°); anche lui un "nessuno" fino al 2004; poi, al di là del rispetto dovuto a tutti i full member, soprattutto se medalisti (anche i nostri Silvio ed Alberto lo sono stati), direi che pur chiudendo sempre a due cifre, il grado del "qualcuno" non se lo sia ancora guadagnato.
Yjoti Randhawa, classe'72 (100°/2009-67°/2008); un indiano comparso tardi (2005) come affiliated member, ma affezionatasi al tour meritocraticamente. Non sono in grado di darne un giudizio visto che fa parte di quelli che non monitorizzo in campo.
Andrew McLardy, classe '74 (101°/2009-78°/2008): ha fatto coraggiosamente, visto che non è coperto da esenzioni, armi e bagagli andando a prendersi la carta americana; siccome tiene famiglia ...augurissimi!!
Ps: ho cannato nella soffitta QS 2009 nominandolo tra gli assenti dal Challenge
Francois Delamontagne, classe'79 (106°/2009-118°/2008): sangue bretone ed è un ragazzo nel quale credo fin dai tempi di un Challenge in quel di Padova. Anche quest'anno ha penato fino al Dunhill arrivando però a Castellon già "assicurato", a differenza dell'anno scorso che ha veramente rischiato grosso sbagliando terzo e quarto giro.
Il suo 3° posto in Australia, come gara d'addio alla stagione, da l'esatta misura di quanto ovviamente incida lo stato d'animo, ma anche che ho ragione a credere in lui.
Sam Little, classe '75 (111°/2009- 112°/2008) vecchissima conoscenza via Challenge e via QS; a mio avviso dopo l'ultima QS positiva del 2006 deve veramente aver incontrato un Mefistofele; diversamente non mi spiego come non si trovi più a dover ritornare alla QS.
Shiv Kapur, classe'82 (113°/2009-116/2008°): credo sia un alter ego di Randhawa che grazie ai dieci anni di meno può puntare a qualcosa in più in carriera. L'anno venturo me lo metterò ...sotto osservazione, visto che ora leggo essere stato rookie of the year (2005) sull'Asian Tour.
Paul Waring, classe'85 (115°/2009-105°/2008): non vado a controllare, ma a memoria direi che negli Speranzosi 2008 ne prevedevo il matenimento della carta. Ora a consuntivo penso che avrebbe dovuto fare meglio, ma ha talmente tanto tempo davanti e sono quasi sicuro che lo impiegherà bene.
I past tournament winner li ordino invece per curriculum.
Due sono le figure di prima grandezza che si incontrano:
Thomas (Bjorn, 91°/2009-101°/2008- classe'71-2 Ryder-9 vittorie): ha ancora voglia di tornare agli allora passati tanto da dimettersi da chairman del Tournament Committee perchè il dover ascoltare a tutte le gare le piccole o grandi lagnanze dei colleghi, lo distoglieva dal suo gioco. Anche se molto a malincuore non credo che Thomas riuscirà a tornare fra i "grandi", ma nel 2010 non ci sarà gara che mi lascerò scappare l'occasione di seguirlo in qualche buca.
Paul Broadhurst (85°/2009-99°/2008-classe'65-1 Ryder-6 vittorie): per dare un'idea della sua inossidabilità i suoi compagni di Ryder del '91 non di grosso calibro (alla Faldo, Langer ecc) rispondono ai nomi di David Fleherty, Steven Richardson e David Gilford : cioè a degli ....desaparacidos.
Certo di ripetermi, ma in tutti gli anni passati a Valderrama mai ho visto due tee shot così impeccabili all 12 e alla 15, in piena turbolenza atmosferica, come quelli da lui eseguiti nel 2006 e chiusi con due strameritati birdie.
Gary Orr (81°/2009-64°/2008, classe''67) e David Dixon (107°/2009-114°/2008) anche se il primo vale molto di più del secondo, ed ancorchè non coetanei autorizzano il detto " fare di tutta l'erba un fascio" nel senso che in quanto inglesi reggono; diversamente già se solo gallesi nella vita avrebbero dovuto scegliersi un altro mestiere.
Solo un hooligan come Bordoni poteva vedere, dopo il Russian Open 2003, in Marcus Fraser (73°/2009-102°/2008, classe'78 un novello Adam Scott. Trattasi solo di un buon giocatore che penso non bisserà mai la sua vittoria oltretutto realizzata in un dual badge.
Mark (Foster 105°/2009-82°, classe,'75) e Maarten (Lafeber 96°/2009-66°/2008, classe'74) vecchissime conoscenze da Boys e come past tw sono andati a braccetto nel 2003.
Il primo ha toccato il cielo con un dito nel 2007 finedo nei top 60 e ricordo che curiosava Valderrama in lungo ed in largo non tanto perchè già si vociferava la fine del Volvo Masters, quanto invece era lui a sentire che in quella compagnia di giocatori non ci sarebbe mai ritrovato. Sarà felice nel 2010 di rivedere Valderrama, grazie al futuro Open d'Andalusia, ma dovrà sputare sangue per passarvi il taglio.
Il secondo, in coppia con Derksen, ha in tuttti questi anni testimoniato la fioritura dell'Olanda non solo di tulipani, ma anche di buoni giocatori, perchè fino a tanto che la bandiera era Rolf Muntz, nessuno ci credeva. Se Maarten fosse un'azione, per un cassettista non amante del rischio, ne raccomanderei il mantenimento in portafoglia, anche se alla fine da un buono postale se ne ricaverebbe più o meno lo stesso rendimento.
Ultimo dei past winner è Marcel (Siem 79°/2009-96°, class'80): fino alla comparsa di Martin Kaymer rappresentava il molto poco di nuovo espresso dalla Germania che ha sempre smentito l'equivalenza di "quantità= qualità". Marcel, conosciuto nel recente, ma col quale tengo in esercizio il mio quasi ormai dimenticato tedesco, è un continuo alti e bassi, ma quel 16% che conta la "tecnica golfistica" è sufficente a spiegarlo. Il suo punto più alto l'ha toccato alla World Cup 2006 vinta con Herr Langer, ma di queste vittorie in coppia se ne ricordano, e noi ora ne sappiamo felicissamamente qualcosa, solo i tifosi di una Nazione; prova ne è che dalla World Cup si portano a casa solo ..soldi, ma non punti WR !
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